Francesco Bellini: fra Canada e Italia, fra professionalitá e affetti
Per parlare di Adaltis, Domodimonti e Klox, le aziende in Italia del Gruppo Picchio, occorre andare indietro agli inizi degli anni 80 e parlare di un giovane canadese di origini italiane che, insieme ad altri suoi colleghi ricercatori, era impiegato in una societá americana operante a Montreal. Quando l’azienda chiuse per rientrare negli Stati Uniti, annunció che, per chi non non l’avesse seguita, non ci sarebbe stato piú lavoro.
Gli americani non sapevano ancora che fra i ricercatori c’era un italiano, originario di Ascoli Piceno, nelle Marche, regione abitata da gente nota per essenzialitá, concretezza e determinazione.
Che fece, dunque, il marchigiano ? Propose ai colleghi un progetto imprenditoriale comprendente la loro professionalitá, i loro brevetti farmaceutici, i loro studi, per dare vita ad una societá farmaceutica, della quale –fatto non trascurabile - il Canada aveva allora un sentito bisogno. “ Con quali mezzi ?”qualcuno gli chiese. “Li troveremo tra coloro che sapranno riconoscere il nostro potenziale professionale”, fu la sua sicura risposta.
Detto fatto. Francesco Bellini - cosí si chiama il ricercatore-imprenditore-canadese-italiano-marchigiano-ascolano - presenta il progetto alla Borsa di Montreal (che aveva allora un direttore italiano, Gianrusso) e la sede in un edificio disegnato dall’architetto Nervi, lo stesso che aveva giá creato il “Pirellone”, grattacielo-logo della Milano imprenditoriale. La risposta degli investitori fu immediata, tanto tutti si sentirono convinti e “garantiti” dalla qualitá del gruppo fondatore e dal loro potenziale.
Nacque cosí la BioChem Pharma nel 1986 in Borsa ancora prima che sul terreno (di Laval) alla quale anche i governi, federale e provinciale (il Quebec in particolare), fiduciosi, offrirono subito ponti d’oro e fondi.
Alla giovane impresa farmaceutica occorrevano prodotti e brevetti che l’avrebbero arricchita all’interno e lanciata nel mondo. Fu cosí che creativitá e amore per le origini portarono il ricercatore-ormai-manager Bellini in Italia. Acquisizioni di imprese e di “prodotti” furono i suoi primi successi internazionali, rivelatisi poi determinanti per il futuro dell’azienda lavallese.
Ricordo ancora, nel 1994, la clamorosa inaugurazione del nuovo stabilimento della BioChem Pharma (un riconosciutissimo successo personale di Bellini) sorto nel cuore di una foresta di Laval, il suggestivo ufficio ad angolo del presidente e CEO Francesco Bellini, e le foto di famiglia con la moglie Marisa e i bambini Roberto e Carlo. Il party (di forte immagine P.R.) fu organizzato sotto un gigantesco tendone per consentire la partecipazione di oltre mille persone, tra le quali ministri federali e provinciali, personaggi del mondo imprenditoriale, finanziario e manageriale: quasi tutti investitori convinti da un progetto, basato su un’idea e subito sostenuto da un atto di fiducia, tipico di un Canada dalle grandi opportunitá.
Francesco Bellini, in Canada dal 1967, e con studi universitari a Montreal e nel New Brunswick, si costruisce una carriera di ricercatore con oltre 20 brevetti farmaceutici e numerose pubblicazioni all’ attivo. Nell’arco di una ventina di anni passa dalla BioChem Pharma alle Adaltis , Neurochem canadesi, alle Domodimonti, Klox italiane a Chairman di Picchio International : tanto per continuare a dividersi fra Montreal e Ascoli. Come manager, riesce ad equilibrare perfettamente i suoi interessi di canadese e di italiano, da buon chimico a dosare sapientemente professionalitá e affetti. Per la buona pace e la soddisfazione di tutti.
Giuseppe Mancini