Dal Corriere Canadese: Articolo pubblicato il: 2006-01-18 

A Brantford la fabbrica Ferrero

Maxi investimento del gruppo italiano per il primo stabilimento produttivo del Nordamerica

Di LUIGI DE BIASE

 

La fabbrica del cioccolato esiste davvero. Non si trova a Monaco, dove venne girato il cult movie di Mel Stuart (Willy Wonka and the Chocolate Factory, 1971), ma a Brantford, in Ontario, ad un'ora e mezza di auto da Toronto. Qui sta nascendo il nuovo complesso industriale del gruppo Ferrero, l'azienda di Alba leader nel settore alimentare. I lavori dovrebbero terminare entro la fine di febbraio: una superficie di 900 mila piedi per un investimento che sfiora i 300 milioni di dollari. Si tratta del primo insediamento produttivo in area Nafta, l'unico di tutto il Nordamerica. Brantford è solo l'ultimo passo di una parabola evolutiva partita negli anni Settanta con l'esportazione di Nutella e Tic Tac, due grandi classici del portafoglio aziendale, e proseguita grazie ad una fitta rete di distributori disseminati per tutto il Canada.
Forte del successo riscontrato negli anni Ottanta da Rocher e Kinder Sorpresa, il gruppo ha aumentato gli investimenti pubblicitari e ha progressivamente sviluppato le proprie strutture di vendita, giungendo ad un modello misto composto da rappresentanti broker e venditori Ferrero. La struttura aziendale si è via via consolidata includendo funzioni di logistica, marketing e risorse umane.
Oggi il ramo canadese del gruppo conta 150 dipendenti. L'impianto di Brantford darà lavoro a 650 persone: numeri destinati a raddoppiare nel corso del prossimo biennio.
L'obiettivo dichiarato è quello di raggiungere la piena capacità produttiva nel giro di novanta giorni, per coprire il mercato Nordamericano in tempo per il Natale 2006.
La scelta di Brantford non è casuale. Ottantamila abitanti, a metà strada tra Toronto e il confine con lo stato di New York, la cittadina dell'Ontario sta rapidamente diventando uno dei poli logistici più importanti del Paese. Venticinque anni fa, la chiusura di due grandi industrie manifatturiere dell'area aveva fatto salire il tasso di disoccupazione al 24 per cento.
Oggi Brantford è un marchio in grado di attrarre gli investimenti di numerose compagnie grazie ad una politica di incentivi ed agevolazioni. Con un occhio di riguardo per il settore alimentare: Western Waffle, Maidstone Bakery e Tim Horton sono già della partita. «Anche se l'economia finisse in un cestino dei rifiuti, le persone dovrebbero comunque comprare da mangiare. E quando la gente è depressa compra la cioccolata», dice Mike Hancock, primo cittadino, che al nuovo stabilimento ha intitolato persino una strada, Ferrero Boulevard.

Dall'impianto canadese usciranno per il momento solo Rocher, il 75 per cento dell'output è destinato a Messico e Stati Uniti, ma sono allo studio nuovi prodotti per il mercato Usa, dove Kinder Sorpresa non può essere commercializzato (le leggi di numerosi stati impediscono di inserire giocattoli nei generi alimentari).
Intanto fiorisce la schiera di aziende che completerà la catena produttiva. «Una società come la nostra porterà effetti profondi sull'economia locale - ha detto Franco Veglio, direttore di Ferrero Canada - stiamo creando un grande giro di indotto. Ma è normale: in meno di due anni, con i nostri cioccolatini potremmo riempirci il Colosseo».